Il nuovo Psr e le opportunità alla Fiera Boster - INTERVISTA A ELENA FILA MAURO REGIONE PIEMONTE

venerdì 31 agosto 2018
Il nuovo Psr e le opportunità alla Fiera Boster - INTERVISTA A ELENA FILA MAURO REGIONE PIEMONTE

In occasione delle iniziative promosse dalla Regione Piemonte alla Fiera Boster Nord Ovest, abbiamo intervistato la dottoressa Elena Fila Mauro. E' la neo direttrice del settore Foreste della Regione Piemonte: uno dei temi principali di cui si parlerà a Boster riguarda proprio il nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Regione Piemonte, che prevede lo stanziamento di numerosi fondi a sostegno del settore e varie misure per lo sviluppo economico della filiera. La Fiera Boster Nord Ovest rappresenterà quindi un'opportunità unica per cogliere tutte le opportunità, anche in chiave commerciale.

Dottoressa Fila Mauro, quali sono le principali novità del Piano di Sviluppo Rurale (Psr) 2014-2020?

Buona parte del PSR 2014-2020 riprende la struttura e le iniziative del precedente programma, ma le novità non sono poche e soprattutto sono significative. La più importante ed evidente risiede in una nuova “misura”, la numero 16, dedicata interamente alle attività di “cooperazione” cioè alle iniziative da svolgersi in collaborazione fra diversi soggetti ove l’iniziativa del singolo non sarebbe sufficiente. Una ulteriore importante novità risiede nell’introduzione delle Unità di Costo Standard (UCS) che, per i soggetti privati, rappresenteranno in molti casi una modalità di rendicontazione semplificata (le UCS rappresentano una sorta di prezzario da applicare agli interventi) e sostitutiva del tradizionale utilizzo delle fatture. Infine lo sviluppo, da parte della Regione Piemonte, di diverse iniziative a titolarità regionale sulle misure 1, 4 e 8, consente di realizzare attività molto mirate alle esigenze del comparto forestale piemontese. Ad esempio il portale legno, lo sviluppo di una infrastruttura informatica forestale, l’esecuzione di interventi selvicolturali in situazioni di non remunerazione per le imprese, ecc.

Quali sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere?

L’obiettivo generale del PSR, per la parte forestale, è quello di attuare alcune delle strategie prefigurate all’interno del Piano Forestale Regionale formalmente approvato ad inizio 2017, ma sviluppato “in parallelo” con lo stesso PSR. In particolare il PSR è incentrato su 3 aspetti:

  1. La valorizzazione delle risorse umane (Misura 1 con azioni di formazione, informazione e scambi/visite) per un totale di circa 8 milioni di euro.

  2. Favorire lo sviluppo economico mediante investimenti (Misura 4: viabilità forestale; Misura 8: macchine e attrezzature) e azioni “organizzative (Misura 16: cooperazione per l’innovazione, progetti pilota, filiere e pianificazione) per un totale di circa 31 milioni di euro.

  3. Tutelare l’ambiente, sia tramite azioni dirette con le “operazioni” 8.1, 8.3, 8.4 e 8.5, sia tramite indennità specifiche forestali per le aree incluse in Rete Natura 2000, la misura 12, per un totale di circa 30 milioni di euro.

 A proposito di numeri, può elencarci in sintesi i risultati raggiunti dall’ultimo PSR?

L’attuazione del PSR 2007-2013 è stata caratterizzata da luci ed ombre: così, accanto ad alcuni aspetti sicuramente positivi si sono presentate difficoltà e lati negativi che hanno pesato sull’efficacia complessiva sullo “sviluppo rurale” atteso.

Quali sono stati gli aspetti positivi?

In primis le attività a favore delle imprese: le misure sulla formazione professionale (n° 111) e la misura sugli acquisti di macchine e attrezzature forestali (n° 123) non solo hanno avuto buone “performance” in termini di efficienza e di spesa, ma sono riuscite a far crescere, in termini di qualificazione, gli operatori nonostante il fatto che, a partire dal 2009, la crisi abbia condotto il Piemonte in un contesto economico piuttosto negativo. Poi, un'altra misura che ha portato opportunità importanti al settore forestale è stata la 225 sui “Pagamenti silvo-ambientali”. L’impostazione che è stato data al provvedimento ha infatti consentito di tradurre gli impegni silvo-ambientali in strumenti orientati alla pianificazione e alla gestione forestale, favorendo l’aggregazione delle proprietà (circa 100 nuovi Piani Forestali Aziendali PFA). Altro aspetto positivo ha riguardato l’innovazione: la misura 124, tramite l’azione 1 specificamente sviluppata per gli aspetti forestali, ha permesso, con continuità attraverso 2 bandi successivi, di supportare forme di collaborazione tra imprese e istituzioni di ricerca che hanno sviluppato iniziative innovative su diversi specifici aspetti della raccolta e delle filiere del legno.

Invece che cosa è “andato male”?

La misura 122 sull'accrescimento del valore economico delle foreste si è dimostrato uno strumento inadeguato alle esigenze del territorio, soprattutto per la percentuale di contribuzione del sostegno pubblico, insufficiente a motivare l’adesione, tanto più in anni di crisi economica.

Un altro aspetto negativo ha riguardato la “burocrazia”, che è stato l’elemento caratterizzante dell’attuazione dell’intero PSR 2007-2013, tanto da renderne ostica la gestione sia dal punto di vista dei potenziali beneficiari, sia dal punto di vista della gestione. Fra gli esempi negativi più evidenti per la gli aspetti forestali sono stati la misura 125 sulle infrastrutture connesse allo sviluppo e all'adeguamento dell'agricoltura e della selvicoltura, la misura 225 sui pagamenti silvo-ambientali e la misura 221 sul primo imboschimento dei terreni agricoli.

Sulla capacità complessiva del PSR di incidere sullo sviluppo del comparto forestale hanno invece pesato maggiormente in senso negativo i seguenti aspetti: lo “scollegamento fra misure”, ossia l’impossibilità di coordinare fra di loro le diverse tipologie d’intervento, rinunciando così ad approcci di tipo “territoriale” o “di filiera” solo limitatamente compensati dall’ Asse Leader, e la mancanza di strumenti regionali integrativi delle politiche europee, che ne ha messo in evidenza le carenze e ha impedito di cogliere opportunità di sviluppo.

A proposito del PSR, quali settori della meccanizzazione sono stati trainanti dei lavori forestali?

Sicuramente la produzione di biomassa per scopi energetici è un settore che, seppur lentamente, è in continua crescita e caratterizza sempre più lo sviluppo del comparto forestale piemontese. Si traduce, dal punto di vista degli investimenti, nella realizzazione di nuovi impianti (sia di micro-cogenerazione, sia di mini reti di teleriscaldamento) e di macchine specifiche per la produzione del cippato. All’interno di questo settore si affaccia, con luci ed ombre, la produzione locale di pellet, che resta però per ora a livelli poco incisivi. Un altro aspetto specifico della meccanizzazione forestale piemontese è legato alla pioppicoltura, nella quale sono spesso impiegati escavatori dotati poi delle attrezzature specifiche (testate) per l’abbattimento e la depezzatura. La selvicoltura “tradizionale” vede nella maggior parte dei casi l’impiego di macchine poco specializzate (trattori adattati all’uso in bosco) anche se le attrezzature ad essi collegate (rimorchi, bracci caricatori, verricelli) sono ormai specializzate per i lavori forestali. Sono comunque piuttosto diffusi gli impianti a fune (spesso anche innovativi: carrelli motorizzati e stazioni motrici mobili non sono rarità) e sono stabili nelle imprese di maggiori dimensione le macchine più specializzate (porteur).

Quali interventi forestali possono ancora essere valutati con richiesta di preventivo dalle imprese forestali, durante la fiera Boster Nord Ovest?

La misura 8.6 del PSR è dedicata in modo specifico alle imprese boschive sostenendo, con contributi al 40%, l’acquisto di macchine e attrezzature per l’esecuzione di interventi selvicolturali. Il bando 2017 ha messo in gioco 5 milioni di euro di contributi pubblici, che corrispondono ad un investimento, da parte dei beneficiari di almeno 12,5 milioni: la scadenza per la presentazione delle istanze di contributo era ad inizio aprile. Le domande pervenute, circa 70, consentiranno di esaurire la dotazione finanziaria e si farà ogni sforzo per poter chiudere la graduatoria, con l’indicazione degli aventi diritto al contributo, entro la data di svolgimento della fiera BOSTER, in modo tale da valorizzarne al massimo il ruolo commerciale.

Fonte: Ufficio Stampa Boster nord ovest 2018

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