Castanicoltura Boster nord ovest 2018 e progetti del Piemonte

mercoledì 1 agosto 2018
Castanicoltura Boster nord ovest 2018 e progetti del Piemonte

Alla Fiera Boster Nord Ovest 2018 il tema della castanicoltura verrà approfondito in tre diversi seminari (presso il Tendone Convegni "A" sabato mattina - orario di inizio 09,30  - durata stimata h. 1,30):

  • "Ricerca e innovazione per la castanicoltura da frutto" a cura di Gabriele Beccaro, Maria Gabriella;
  • "La gestione dei castagneti: quali prospettive per il futuro" con Andrea Ebone, Igor Boni di IPLA
  • "Impieghi e potenzialità del legno di castagno" con Corrado Cremonini e Roberto Zanuttini.

Molti Paesi europei ed extraeuropei stanno investendo ingenti risorse nella castanicoltura da frutto e da legno e il comparto castanicolo presenta attualmente buone prospettive di mercato: è per questa ragione che per la prossima edizione di Boster sono previste attività anche in questo ambito.

La Regione Piemonte può svolgere oggi un ruolo importante nel quadro della nuova castanicoltura italiana: la strategia regionale tiene in considerazione non solo le peculiarità locali valorizzandole, ma anche i 200mila ettari di castagneti presenti nelle vallate.

A seguito della collaborazione fra Regione Piemonte, Università di Torino, IPLA ed enti locali, fin dal 2009 è attivo il Centro Regionale di Castanicoltura istituito prevedendo attività finalizzate alla conservazione, alla pre-moltiplicazione, al controllo genetico e sanitario del germoplasma, alle implementazioni della ricerca in selvicoltura, degli aspetti fitosanitari e delle policy.

Le attività di ricerca e sviluppo sono sostenute dalla Regione Piemonte grazie anche all’impiego di risorse umane e strutture apposite; le tematiche attualmente affrontate riguardano frutto e legno e sono finalizzate alla tutela del germoplasma regionale, al miglioramento delle tecniche di propagazione e produzione, all'ottimizzazione delle pratiche culturali, alla gestione dei parassiti e malattie. Nell’ambito dell'attività di extension service, è attivo uno sportello counselling e viene pubblicata, in inglese e italiano, una rivista che informa periodicamente e mantiene in contatto ricercatori, tecnici ed agricoltori (www.centrocastanicoltura.unito.it/newsletter.html).

Prove di gestione agronomica, tecniche di potatura e propagazione supportano sia lo sviluppo del segmento vivaistico e produttivo, sia la valorizzazione delle risorse boschive e la gestione sostenibile del territorio montano. Tali azioni sono svolte nell’ambito del Centro Regionale di Castanicoltura in aree regionali rappresentative: fra le sperimentazioni in atto, vi sono le azioni mirate allo sviluppo di pratiche selvicolturali per la valorizzazione multifunzionale dei castagneti. Si mettono in evidenza le potenzialità dei cedui di castagno in termini sia di produttività, come gli assortimenti tipici del ceduo, il taglio intercalare e l'allungamento del turno per la produzione di assortimenti pregiati, sia di conservazione della biodiversità, mediante interventi di diradamento, di conversione all'alto fusto o mediante la realizzazione e il mantenimento dell’arboreto collezione. A tutela della biodiversità inoltre, presso la sede di Chiusa Pesio (CN), su una superficie di 3 ettari è presente una collezione composta da circa 130 cultivar provenienti da diverse regioni italiane, nonché Francia, Spagna, Portogallo e Giappone.

Grazie al supporto del PSR 2014-2020 sono rese possibili azioni di R&S che incentivano la sinergia fra enti pubblici ed imprese, il progetto #CASTAGNOPIEMONTE prevede lo svolgimento di attività di networking verso le imprese del settore della raccolta e trasformazione del legno di castagno, in accordo con quanto previsto dal progetto Castagnopiù di cui è capofila Ecoforeste S.r.l.. Inoltre, la newsletter e il sito internet saranno implementati con una specifica sezione dedicata agli utilizzi del legno di castagno. La sinergia fra istituzioni ed enti di ricerca incrocia e presta attenzione alle esigenze delle aziende, portando risultati che possono favorire l’avvio di nuove e giovani imprese produttrici, l’incremento di professionalità e l’ammodernamento dell’intero comparto. Il Centro Regionale di Castanicoltura in collaborazione con l’UNCEM, ha dialogato con i GAL affinché la tematica castagno fosse inserita, ove opportuno, in modo uniforme all’interno dei singoli PSL, in coerenza con le caratteristiche specifiche dei territori e delle singole realtà socio-economiche.

Se la castanicoltura da frutto è parte integrante del PSL delle valli Pellice, bassa valle di Susa e altre aree vocate, lo sviluppo della filiera legno è predominante nei territori delle valli di Lanzo e del Canavese, del Biellese e della Valsesia, dove l’estensione delle superfici forestali e la presenza di imprese attrezzate consentono di puntare su una valorizzazione non solo energetica del legno. In altri areali, quali ad esempio le valli Gesso, Vermenagna e Pesio, l’interesse è rivolto al recupero dei castagneti da frutto e da legno mediante l’associazionismo fondiario individuato come risposta efficace alla polverizzazione delle proprietà. I dati attualmente disponibili in regione permettono di affiancare e supportare, con adeguate e innovative indicazioni, la trasformazione della castanicoltura, non soltanto piemontese, da raccolta boschiva a produzione moderna, in grado di selezionare le cultivar locali più adatte alla produzione di frutti o di assortimenti legnosi, di applicare pratiche agronomiche specifiche in relazione al prodotto finale (legno o frutto), senza tralasciare i possibili nuovi utilizzi del legno e degli altri prodotti, le valenze legate al patrimonio storico e paesaggistico e l’importanza che questa specie continua a rivestire per gli ecosistemi montani e pedemontani.

Fonte: Ufficio Stampa Boster nord ovest 2018

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