Stati Generali della Montagna: da UNCEM 20 necessità per Enti locali, territori, comunità in vista della legge di bilancio 2020

mercoledì 31 luglio 2019
Stati Generali della Montagna: da UNCEM 20 necessità per Enti locali, territori, comunità in vista della legge di bilancio 2020

Uncem ha sottoposto stamani al tavolo degli Stati generali della Montagna, insediati presso il Ministero degli Affari regionali e delle Autonomie, guidato dal Ministro Erika Stefani, venti proposte operative "immediate" per i territori, le comunità, gli Enti locali. Si tratta di venti punti (documento allegato) che dovranno trovare spazio nella prossima legge di bilancio dello Stato e in altri articolati.
Molti i temi presentati stamani al Ministero dal Presidente Uncem, Marco Bussone: dall'eliminazione dell'obbligo di scontrini elettronici per i Comuni montani (con proroga di almeno tre anni), all'eliminazione del vincolo di costruzioni a 200 metri di distanza dai cimiteri; dal nuovo ruolo e le nuove funzioni, più smart ed europee, con un nuovo concorso per i Segretari comunali (ne mancano cinquecento), al nuovo "Fondo nazionale per i borghi, gli alberghi diffusi, i centri storici" ai sensi della legge 158 sui piccoli Comuni. Come richiesto anche dalle associazioni di categoria dell'agricoltura, è urgente eliminare l'obbligo di ricorrere a notai per la compravendita e la successione di terreni agricoli nei Comuni montani.
Importante la differenziazione fiscale, secondo quanto già previsto dalla legge sulla montagna 97 del 1994, alleggerendo le imprese di carichi fiscali e burocratici; occorre poi agire sull'Iva, sia portandola al 4% su pellet e legna da ardere (in Italia sono 1.300 i Comuni non metanizzati), sia riducendola per i lavori degli Enti locali volti alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla messa in sicurezza dei territori. Da prevedere che l'Imu categoria D resti ai Comuni e questi non debbano invece riscuotere le somme per versarle interamente allo Stato.
Sul fronte del divario digitale da vincere, il Piano banda ultralarga deve essere integrato di risorse per arrivare ai rifugi alpini e appenninici, nonché a tutte le "case sparse". Serve poi uno specifico fondo per incentivare con voucher l'acquisto di parabole e di piattaforme tvsat nelle aree montane dove oltre 5 milioni di persone non vedono i canali Rai e gli altri canali del bouquet televisivo. Anche per la telefonia, la norma deve permettere ai Comuni di acquistare impianti per la trasmissione di segnali per i telefoni cellulari permettendo che questi si possano inserire nella rete. Oggi la norma lo impedisce: altri Paesi europei lo permettono e individuano risorse specifiche, proprio come si dovrebbe fare in legge di bilancio 2020 anche in Italia.
Da rifinanziare il "Fondo nazionale per la montagna" previsto dalla legge 97/1994 e anche, adeguatamente, il "Fondo per le foreste italiane e per il ripristino ambientale nelle aree boschive colpite da incendi e condizioni meteorologiche avverse", che di fatto attua quanto scritto nel Testo unico forestale nazionale, ottimo e prezioso testo normativo.
Urgente, per mantenere adeguati "diritti di cittadinanza", attuare il "decreto Calabria" per il potenziamento del numero e dei servizi dei medici di base: troppe aree alpine e appenniniche restano oggi senza medici e pediatri che 'scendono in basso', vanno via e determinano vuoti da colmare. Sempre sul fronte dei servizi, con il Miur occorre definire quanto scritto dalla legge sui piccoli Comuni in merito al "Piano per l'istruzione destinato alle aree rurali e montane", con particolare riguardo al collegamento dei plessi scolastici ubicati nelle aree rurali e montane, all'informatizzazione e alla progressiva digitalizzazione delle attività didattiche che si svolgono nei plessi.
Venti punti urgenti, per dare seguito nel giro di sei mesi a norme già scritte che attendono i Decreti attuativi - come la 158 del 2017 sui piccoli Comuni e la 221 del 2015 sulla green economy - e lavorare anche sulla nuova programmazione comunitaria 2021-2027, alla quale Uncem sta dando il suo contributo. Occorre una forte lobby per la costruzione di un "Piano per le aree montane" italiane, con un opportuno "Programma operativo nazionale Montagna" dotato di fondi europei, trasversale e forte, al fine di definire efficacemente strategie (a partire da quella per le "aree interne") e concentrare opportunità e soluzioni per Enti locali, imprese, terzo settore delle Alpi e degli Appennini.

Fonte: uncem

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